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alatala pietra scartata dai muratori è diventata testata d'angolo 5月18日 ciao ciao ciaoun caro saluto a tutti i miei amici
chi vuole continuare a leggermi segua il link
CIAO 4月28日 I GRADI DELL'AMORENell’ultimo periodo sono incorsa più volte, con persone diverse e per motivi diversi, a discutere di un argomento che mi sta a cuore fin dalla mia prima giovinezza e su cui mi sono soffermata a ragionare più volte fino a maturare una mia opinione: l’Amore nei suoi vari gradi. Le prime volte che ho iniziato ad interrogarmi su tale argomento era da piccola, quando qualcuno mi chiedeva (domanda da sempre ritenuta stupida e a cui, scommetto, tutti almeno una volta siamo stati chiamati a rispondere): “A chi vuoi bene di più a mamma o a papà?”. Certo, una domanda per i bambini, e io fin da bambina mi chiedevo il senso della domanda. Poi la storia è continuata, quando da grande, avendo fatto la scelta di condividere la mia vita con un’altra persona, mi si chiedeva se amavo di più questa persona o la mia famiglia di origine, fino ad arrivare alle discussioni con le mie colleghe sull’argomento figli: chi si ama di più il coniuge o i figli? Chi si ama di più? Io penso che l’amore non abbia gradi, non lo si può misurare su una scala graduata, non è quantificabile. L’amore o c’è o non c’è. Se c’è si ama e basta. Certo, di un amore imperfetto, perché solo Dio ama perfettamente. Ma se si ama, si ama interamente, senza frazioni. Non ci ha detto forse anche Gesù: “Ama il prossimo tuo come te stesso?”. Ed io mi amo interamente. Allora come mai noi, sovente, sentiamo di tenere più ad una persona che non ad un’altra che pure amiamo? Credo che sia una questione non ti quantità, ma di qualità, di relazioni, di legami. Io sento di tenere di più alle persone con cui ho più cose da condividere, con cui sono più in sintonia di pensiero oppure per cui provo più simpatia. Cambia la modalità di amore, così io amo i miei genitori nella stessa quantità ma in modo diverso. Amo i miei amici, tutti, ma trattengo con loro relazioni diverse a secondo degli interessi, della frequentazione, della vicinanza culturale e degli ideali che si condividono. Così amo i miei figli e il mio compagno di cammino con amore quantitativamente uguale, ma qualitativamente diverso, tanto da non poterlo paragonare. I figli vengono da me, c’è un legame di sangue, inscindibile. Il mio compagno l’ho scelto per la vita, gli ho promesso il mio amore per sempre e condivido con lui tutta me stessa. Persino nell’amore per i miei due figli cambia la modalità, perché ognuno di loro è diverso dall’altro, ma certamente non cambia la quantità. Conclusioni: L’amore non è quantificabile, ciò che cambia è la modalità, la relazione, la qualità. Ovviamente questa è l’opinione che mi sono formata io, ma gradirei sapere anche quella degli altri, per cui aspetto i vostri commenti. Con Amore, quello unico e inscindibile. 4月26日 RIECCOMIRieccomi. Lo so, lo so, non sono mancata a nessuno! Beh, in verità è mancato a me scrivere. Ci sto pensando da alcuni giorni, ma ultimamente mi sento caduta in uno stato di ozio assoluto. Ozio da cui è bene svegliarsi. Ieri sera, godendomi il meritato riposo, e per non rimettermi ad impazzire dietro ad un gioco stupido che ho istallato sul pc, mi sono messa a girare un po’ per i blog e, andando di link in link ho fatto una scoperta che mi ha ulteriormente sorpresa: ci sono in rete una miriade di blog cattolici o di cattolici. Insomma, gente che la pensa come me e non ha paura di dichiararlo apertamente, anzi, di far sentire forte la propria voce su questioni importanti e per cui vale veramente la pena lottare. Mi sono sentita enormemente incoraggiata. E io che pensavo di essere una delle poche mosche bianche, io che mi sentivo una extraterrestre in un mondo in cui vivo e a cui non appartengo! E’ ora di alzare la testa e incominciare ad affermare chi sono, cosa mi rende viva e in cosa credo. In verità non ho mai avuto né timore né vergogna di farlo, ma adesso mi sento rinvigorita! Sarà il tempo di Pasqua che si fa sentire ancora così forte, sarà lo Spirito che soffia forte e a cui voglio affidarmi e lasciarmi spingere…ma adesso ne sento forte l’esigenza! A chi questo non gli va, può semplicemente smettere di leggermi. 4月13日 UNA SERA SPECIALEGiovedì santo per me, per tantissime altre persone è un giorno veramente importante. E’ il giorno dell’ultima cena di Gesù, è il giorno del dono dell’Amore perfetto a tutti gli uomini. Nell’aria circola una marea di energia buona, la senti palpabile, la puoi respirare…Ovviamente se ci credi.
Se non ci credi, questa è una sera come le altre, perché non presti attenzione a certe emozioni.Per me, questa sera è stata doppiamente importante, il carico di emozioni vissute è stato ancora più grande. Stasera ho avuto l’attivazione del primo livello di Reiki. Lo so, è una gioia difficile da trasmettere, difficile da comprendere. Qualcuno stasera mi diceva: il Reiki non è una fede in cui credere, il Reiki va sperimentato. Questo è il motivo per cui so che qualcuno non potrà condividere con me questa gioia, perché è difficile da capire di cosa parlo. Ma non importa.Certe emozioni, l’importante è viverle.4月10日 ECCE HOMOEcce homo. Ecco l’uomo, quello che dovrebbe essere, quello a cui l’umanità dovrebbe protendere, l’uomo nella sua vera sostanza e pieno dell’essenza che lo rende diverso da ogni altro animale. Ecce homo. Ecco l’uomo che vive coerentemente la sua vita, che porta all’estremo i suoi ideali, le sue credenze. Il suo cammino si interseca con quello di tutti gli uomini che desiderano un mondo in cui si può propriamente possedere la libertà, quella libertà che tanti hanno desiderato, quella libertà che rappresenta il primario rispetto per l’altro, per la vita e per tutte le cose che essa riguardano. Ecce homo, non è solo la presentazione di un miserabile davanti a chi rappresenta l’umano potere, ma la presentazione davanti all’intera umanità. Ecco l’uomo, quello vero, quello con cui ogni uomo “onesto” con se stesso si dovrebbe confrontare. E mentre l’Uomo viene presentato al mondo, l’Uomo stesso presenta se stesso alla sua vita civile: “Donna, ecco tuo figlio; figlio, ecco tua madre”; il mistero e la ricapitolazione del diritto ad avere una madre e il diritto, comunque, ad allevare un figlio. Mentre si sfogliano le schede elettorali, mentre l’Italia è ferma nell’attesa del suo “destino” politico, mentre una folla immane si raccoglie davanti al suo dio mediatico, le menti distolgono l’attenzione dai veri problemi che tormentano l’umanità. In qualche parte del mondo un altro cristo verrà inchiodato ad un legno, perché egli possa dire ancora una volta: “Tutto è compiuto”. E’ questo l’uomo che si deve presentare all’umanità? L’uomo cieco e sordo ai bisogni degli ultimi, l’uomo che combatte appassionatamente per il diritto al suo privato, per il suo diritto ad uccidere, per la sua bieca volontà di autodistruzione, l’uomo che pretende a tutti i costi di mostrare il “pollice verso” a chi non ha avuto dalla vita ciò che, presuntuosamente la “democrazia” occidentale, ritiene normale. Ecce homo, l’assassino di se stesso.
by Alfonso 4月2日 CONVEGNO Alla scoperta del "Talento"Due giorni da vivere! Due giorni immersi nella natura, staccati dal resto del mondo, alla ricerca di una forza che hai racchiuso dentro te e che talvolta non sai nemmeno di avere. E’ difficilissimo per me dire che cosa sono stati questi due giorni di Convegno, è difficilissimo poter descrivere il carico si emozioni, di gioia, di amore che ne è uscito fuori e che ha transitato tra i componenti del gruppo partecipante. E’ più facile viverle, le emozioni, che comunicarle a parole; è più facile avvertirla l’energia che ti invade e ti fa sentire un tuttuno con chi ti sta vicino e condivide con te questi momenti, unici e irripetibili, piuttosto che descrivere di che si tratta… Eppure, è proprio questo il lavoro che si è cercato di fare: tirare fuori le emozioni e comunicarle a parole, definirle, concretizzarle… Spettacolare quello che è potuto essere… Ti amo, chiunque tu sia, perché amando te io amo me stesso attraverso i tuoi occhi, attraverso le tue mani… Amando te io amo la vita stessa ed è sempre troppo poco quanto riusciamo a dire “grazie” alla vita. Grazie alla vita, perché ci sono, e grazie all’Autore della vita, che me l’ha donata… Grazie a tutti quelli che mi hanno aiutato a sperimentare questa verità… Qualcuno in modo particolare; chi mi legge lo sa, non faccio nomi, ma chi mi è stato particolarmente vicino al cuore, capirà… VI AMO. 3月28日 Atto caritatevoleC'è una buona parte dell'Africa che vive una vita terribile, se la si può chiamare vita: Aids, fame, sete, malattie atroci, e chi più ne ha più ne metta; una vita, insomma non degna di essere vissuta...
Noi sappiamo che non possiamo fare molto per risolvere la loro situazione; per quanto ci diamo da fare, sarà sempre troppo poco, a meno che le grandi potenze non si decidano seriamente ad attuare politiche che favoriscano una migliore distribuzione delle ricchezze a livello mondiale, ma questo non sarà certo nel prossimo futuro...
Quindi, attualmete queste persone si ritrovano a vivere una vita non dignitosa...
Ho una soluzione: una bella bomba atomica per non farli soffrire più, si chiamerebbe "atto caritatevole". 3月22日 FAMMI CANTAREE’ periodo un po’ strano per me, un periodo in cui mi sento vuota di parole… Ed è strano per me, perché raramente non so che dire in certe situazioni o perdo l’occasione di dire come la penso su un dato argomento. Ma adesso vivo un momento di silenzio interiore… Si badi bene, non è una crisi esistenziale, di idee o spirituale (so esattamente in cosa credo e cosa voglio), ma è piuttosto uno stato di timore e di smarrimento per tutto ciò che mi accade attorno, nel mondo… Più ascolto, più leggo, più mi informo. e più sento accrescersi in me questo stato di inquietudine… Oggi, però, una persona che conosco mi ha detto delle cose, piccole cose, che mi hanno fatto aprire il cuore ad uno spiraglio di luce. E le sue parole più semplici, “pregherò per te”, mi hanno spalancato un orizzonte di speranze… Si può, si, si può
Ho cercato e trovato una poesia che scrissi diversi anni fa, mentre vivevo un simile momento di smarrimento, anche se erano diversi il contesto e le motivazioni, ma sentivo le stesse cose che sento adesso, per questo la voglio proporre.
FAMMI CANTARE
Nel vento la Tua voce, questa dolcezza, la Tua presenza. L’animo sicuro, un po’ tremante per l’emozione. Quest’armonia, questa dolcezza…. mi sembra di poter parlarti, di poter sentirti ma non dico niente e sento solo la Tua presenza in quest’armonia.
I miei giorni nel silenzio con questo amore e una preghiera. E il mio cuore vuoto può riempirsi di sensazioni. Solo una via e questo amore possono darmi una speranza e credere in un mondo che ha il Tuo domani e vuole solo questa dolcezza e quest’armonia.
Fammi cantare, Signore, fino a sera e fino all’alba ancora. Fammi cantare canzoni nuove che nessuno ha mai cantato, fammi cantare perché la dolcezza possa volare, non fra un attimo morire. Fammi cantare e vivrò della Tua vita vivrò e del Tuo amore vivrò, vivrò della dolcezza Tua vivrò, vivrò! Fammi cantare, Signore e mai morirò. Agosto 1984
3月18日 RIFLESSIONE AD ALTA VOCEHai ragione, dolce voce che parla al mio cuore: adesso non è il momento per stare zitti, adesso bisogna parlare… Ieri è stata una giornata piena di molta apprensione, molte emozioni e molta riflessione. IL RACCONTO La gatta di mia sorella ha partorito. Ragazzi! La parola “partorire” ha qui il suo pieno significato: ha iniziato con le doglie in mattinata, a mezzogiorno abbiamo visto la testolina del primo gattino uscire fuori, ma, purtroppo, per parecchie ore successive, solo quella abbiamo visto. Verso le 3.00 ha espulso il primo feto, morto, purtroppo, ed è caduta in uno stato di abbattimento e sofferenza. Qui inizia l’avventura: subito dal veterinario, subito l’ecografia che ci ha mostrato la posizione sfavorevole degli altri feti, poi il taglio cesareo, e infine tre gattini su sei sopravvissuti al tragico parto. Una corsa contro il tempo: se i gattini non sarebbero stati accettati dalla madre e allattati, nel giro di una 15 di minuti sarebbero morti. La madre, infatti, forse presa dal suo stato di sofferenza, dei gattini proprio non ne voleva sapere, li lasciava là indifferente. Dopo una decina di minuti respiravano a mala pena con la bocca spalancata, erano gelati e rigidi, piccolissimi e indifesi. Abbiamo pensato che, ormai non ce l’avrebbero fatta. Ma non potevo darmi per vinta e restare la a vederli morire piano piano. Animo e coraggio, ci siamo giocate l’ultima carta, che sapeva tanto solo di un vano tentativo: l’abbiamo tenuta ferma e abbiamo fatto in modo che i gattini sentissero l’odore del latte. Così, dopo lunghi tentativi i cuccioletti hanno incominciato lentamente e debolmente a succhiare e a prendere calore, e la gatta ha iniziato a lambirli e a stringerseli sotto al suo ventre, riscaldandoli. Oggi, stanno meglio tutti e quattro, anche se ancora molto deboli: i gattini prendono il latte e la madre li ha accettati. Che parto! LA RIFLESSIONE Siamo state un pomeriggio intero, fino a tardi la sera, a patire e a trepidare appresso ad una gatta, nemmeno di razza, una trovatella anche mezza selvaggia, perché si salvasse lei e almeno qualcuno dei suoi cuccioli, e non posso dire quale gioia e quale soddisfazione nell’avercela fatta… Per un animale… Come può accadere che con tanta frequenza, e con tanta leggerezza essere umani, ammazzino i propri figli, li rinneghino al punto di eliminarli insieme alla spazzatura, o li maltrattino al punto di provocarne la morte, o li sopprimano deliberatamente? E noi altri? Con altrettanto cuore leggero, cerchiamo motivazioni nel passato, nell’infanzia, nelle storie di chi commette questi crimini, in modo da poterli giustificare, e alla fine appare sempre che essi, infanticidi, siano le vittime. Ma non sono forse i bambini che perdono innocentemente la vita, ad essere le vittime? Non hanno questi forse la sola colpa di essere nati indesiderati? Penso che sia ora di smetterla di cercare la giustificazione per chi commette questi crimini, e cominciare a pensare a quelle che sono le vere vittime. La giustificazione a tutti i costi non fa altro che far passare il messaggio che, in fondo, non sia una cosa grave, perché c’è sempre una giustificazione. Non sto parlando di perdono, che è ben altra cosa, ma di giustificazione. 3月16日 ASTINENZA DI PAROLENon so che scrivere... i pensieri hanno preso il sopravvento sulla parola...
Ogni cosa che potrei dire sembra la ripetizione di cose dette e ridette...
Così ho pensato che forse è opportuno fare un po' di silenzio.
Infondo un po' di astinenza anche di parole in periodo di Quaresima ci sta bene, magari usando lo spazio delle parole inutili per riflettere, per pensare...
E poi, magari, si può anche riprendere a parlare.
Per ora taccio... 3月4日 IL DIALOGOIn questi giorni ho riflettuto molto sull'importanza del dialogo, a qualsiasi livello, tra amici, tra innamorati, tra fratelli, tra colleghi o solo semplici conoscenti.
Sarà perchè non fa altro che tornarmi in mente la canzone Parlann parlann, tratta dal musical Scugnizzi.
Io la trovo molto bella, l'ho anche tradotta in italiano, perchè mi piacerebbe proporne la lettura ai miei visitatori, anche se devo dire che l'ascolto ha tutto un altro effetto.
Ho sempre pensato che il dialogo sia una cosa linfatica per i rapporti umani, il parlare ti aiuta a stare più vicino all'altro, ti porta a capirne le sue ragioni e a volerne condividere i problemi, i sogni, le speranze...
Il parlare ti fa trovare il coraggio di chiedere scusa davanti agli errori, ti fa trovare l'appoggio per rialzarti e ricominciare...
Il parlare, contro ogni silenzio,che lascia solo vuoto e amarezza.
Ma un parlare che sia costruttivo, che non sia mera chiacchiera.
Quando non si ha voglia più di parlare, vuol dire che non c'è più niente che ci si possa dire.
PARLANN PARLANN
E incontriamoci e diamoci la mano se stiamo vicini, possiamo parlare e parlando, parlando, parlando quante cose si possono aggiustare quante cose che solo se le dici parlando parlando ti fanno far pace e ti fanno scordare e parlando, parlando, parlando cento strade si possono trovare: Vieni qua e parliamo se dobbiamo parlare vieni qua perché a volte il silenzio, tu lo sai, non si può sopportare. Se fai male ad un amico e gli vuoi bene devi dirgli, vieni, che ti voglio parlare e parlando, parlando, parlando chi ha sbagliato si fa perdonare E succede che pure l’amore se non te ne curi va a finire (si butta a stancare) ma parlando, parlando, parlando le ferite si possono sanare Vieni qua…… 2月26日 CHE MERAVIGLIA!Oggi Britty, la mia gatta è diventata mamma...
Sono nati due gattini, uno bianco con macchie nere e uno tutto nero.
Sono meravigliosi, è meravigliosa la vita stessa, dal primo istante che inizia ad essere.
Ho avuto la fortuna di assistere a tutto il parto, è un'esperienza veramente unica, anche se si tratta di un animale.
Ora Britty riposa beata nella sua cuccetta con i due affamati attaccati alle mammelle e non c'è verso di farla muovere di lì, se li coccola e se li lecca in continuazione...
E' meraviglioso. 2月25日 CARNEVALE 2006 all'I.C. "L. Milani"Oggi all’Istituto Comprensivo “L. Milani”, dove insegno io, la scuola primaria ha presentato, in occasione di Carnevale, una manifestazione composta da poesie, rappresentazioni delle maschere di tutta l’Italia e soprattutto di danze. I bambini e le bambine si sono cimentati egregiamente nell’esibizione della Tarantella e della Quadriglia. Io nei giorni scorsi ho assistito alle prove e posso assicurare che, anche se a cose fatte sembra semplice, non lo è affatto: i piccoli si sono molto impegnati e hanno sudato, ma i risultati sembrano aver pienamente ricompensato di tanta fatica. Sono stati bravissimi, spettacolari… Sento il bisogno di ringraziare veramente di cuore i miei piccoli per la loro esibizione, le mamme che si sono date da fare nel confezionare i costumi e nel preparare quant’altro per la riuscita dell’evento; ma un grazie speciale va alle maestre tutte che hanno voluto tenacemente la realizzazione di questa bella cosa. Chi legge il mio blog saprà che non amo fare nomi per non correre il rischio di dimenticare nessuno e quindi per non offendere nessuno. Ma questa volta penso sia d’obbligo fare un' eccezione alla regola che mi sono data. Quindi, nessuno l’abbia a male se un GRAZIE particolare va ad Irene, che veramente ci ha messo il suo. Nell’album delle foto ne troverete alcune che, anche se non sono venute benissimo, rendono chiara l’idea di ciò che è stato. A tutti, ma proprio tutti, dal più piccolo al più grande (che sarebbe la preside che ci ha permesso di fare questa cosa): VI VOGLIO UN BENE GRANDE COSI’!!!!!
2月15日 Il Crocifisso resta al suo posto...Il crocifisso deve restare nelle aule scolastiche non perché sia un "suppellettile" o un "oggetto di culto", ma perché "è un simbolo idoneo ad esprimere l'elevato fondamento dei valori civili" (tolleranza, rispetto reciproco, valorizzazione della persona, affermazione dei suoi diritti) che hanno un'origine religiosa, ma "che sono poi i valori che delineano la laicità nell'attuale ordinamento dello Stato".
Beh, personalmente penso che sia una cosa giusta, una vittoria per chi nelle aule ci vive tutti i giorni e riconosce nel Crocifisso un segno importante della propria identità. Che poi affianco al Crocifisso si decida di metterci una Stella di Davide, e una Mezzaluna, e un'immagine di un Budda, ben venga... Ma, intanto, l'apertura alla diversità non deve voler dire negazione della propria identità. 2月10日 TORNA IL SERENO...FINALMENTE UN PO' DI SERENITA'.Ieri finalmente ho sostenuto l'esame di Informatica Generale, con buon esito. E' stata davvero dura, uno stupido esame che mi ha tenuto in uno stato di apprensione e di ansia, di nervosismo e di insopportabilità, per le ultime settimane. Sono veramente contenta di aver concluso. Però devo scusarmi con chi ha dovuto sopportarmi, in questi ultimi giorni, con il mio nervosismo e le mie paranoie. E devo anche ringraziare chi mi ha supportato e incoraggiata..... A tutti grazie di cuore e un VI VOGLIO BENE grande grande
2月8日 che delusionela cosa più brutta che puoi scoprire è che quelli che criticano gli altri per qualcosa, poi fanno lo stesso, e magari peggio...
che delusione!
a buon intenditore, poche parole...
2月3日 QUESTO E' IL MOMENTO....MI SONO SCOCCIATA DI QUESTO BLOG, MI SONO SCOCCIATA DI PARLARE AL VENTO, MI SONO SCOCCIATA DI ESPRIMERE COSE CHE SEMBRANO INUTILI...
MI SONO SCOCCIATA...
PROBABILMENTE QUESTO E' UN COMMIATO, NON SO SE MAI VI AGGIUNGERO' QUALCOSA...
PER ORA VI SALUTO. 1月28日 EUTANASIA...Nove argomenti giuridici per dire no all’eutanasia. “Il primo e più importante motivo è quello alla vita che è un diritto indisponibile, anzi il più importante fra tutti i diritti indisponibili. Ciò significa che non solo non si può decidere della vita di un altro uomo innocente, ma che nemmeno è lecito disporre arbitrariamente della propria”. “Secondo aspetto: l’eutanasia – sia quando è frutto di un’azione (un’iniezione velenosa) sia quando è frutto di un’omissione dolosa e colpevole (sospensione dell’alimentazione) – comporta sempre il coinvolgimento di una terza persona, che liberamente si offre di togliere la vita a un’altra”. “Terzo argomento: la richiesta del paziente è solo apparentemente il fondamento dell’atto eutanasico. Infatti, o si decide che qualsiasi richiesta di eutanasia deve essere assecondata, e in tal caso anche una persona sana avrebbe diritto a ottenerla – ma si coglie subito l’esito paradossale di una simile soluzione –, oppure lo Stato elabora dei criteri in base ai quali si può ottenere la morte pietosa”. “Quarto argomento: la decisione del paziente è assolutamente inattendibile. Se è formulata prima della malattia, rimane il dubbio che essa sia ancora valida quando il soggetto ha perso conoscenza; se invece è contestuale alla sofferenza, nessuno può garantire che essa sia lucida e libera, proprio per la morsa che la sofferenza stringe intorno alla psiche del sofferente”. “Quinto argomento: la legalizzazione non è un elemento neutro della normazione, ma ha un indubitabile effetto incentivante. Essa mette alle strette tutti i malati deboli – anziani, disabili, abbandonati dalla famiglia, persone sole – costringendoli a interrogarsi se non sia una forma di egoismo sottrarsi a una soluzione percorribile, che altri seguono. Insomma: si suggerisce alla gente qual è la via moderna e pulita per togliere il disturbo”. “Sesto argomento: la legalizzazione trasformerebbe radicalmente la missione del medico. “Con la legalizzazione, il medico assumerebbe – al di là delle ipocrisie pietose dell’antilingua – il compito di funzionario statale addetto alla terminazione di alcuni pazienti. “Settimo argomento: il cosiddetto pendio scivoloso. In tutti i Paesi dove si è legalizzata l’eutanasia solo su richiesta del paziente, ci si è presto accorti che spesso essa veniva praticata anche in assenza di qualsiasi domanda del malato”. “Ottavo argomento: i malati cronici costano. Dunque, in un ordinamento in cui fosse accolto il principio che uccidere un innocente è lecito se fatto per motivi pietosi, sarebbe perfettamente coerente attendersi che si ponga fine alle vite ritenute insignificanti ma costose per la società. Ovviamente, in nome del supremo interesse della scienza e della medicina, e della necessità di usare le poche risorse a favore di pazienti con una qualità di vita migliore". “Nono e ultimo argomento: il precedente nazista. Adolf Hitler è stato il primo e il più convinto sostenitore dell’eutanasia per motivi pietosi. Le camere a gas naziste sono state inaugurate da tedeschi di pura razza ariana, nient’affatto ostili al regime, ma considerati portatori di ‘vite senza valore’”. Chissà se la modernità avrà il coraggio di ammettere che i mostri che si agitano nelle parti più segrete del nostro cuore non sono morti con il nazismo, ma sono sempre pronti a riemergere, dietro la faccia pulita e rispettabile della pietà interessata. Tratto da: (Zenit.org) Nove argomenti giuridici per dire NO all'EUTANASIA 1月17日 A PROPOSITO DI DEDICHE...E' già parecchio tempo che ho promesso ad uno dei miei amici di scrivere un post dedicato a lui.
E' giunto il momento.
Il ritardo di questo evento è dovuto ad un fatto oggettivo: non è facile parlare di lui, poichè è complicato trovare le idee che lo inquadrano.
Come dire: non è inquadrabile!
Il non essere inquadrabile, per me, è una caratteristica altamente positiva.
Vuol dire non rientrare in schemi predefiniti, essere unici ed originali, anche se poi, io penso che ogni essere umano sia unico ed originale. Ma lui lo è in modo spiccato.
Intelligente, sfacciato ma capace di imbarazzarsi ai complimenti, di un imbarazzo che è quasi fastidio.
Sincero e spontaneo, sa essere irruente e s'infervora facilmente tanto da apparire aggressivo, ma al momento opportuno è affettuoso, dolce e soprattutto disponibile all'ascolto e ai chiarimenti, discreto e affidabile...
A volte sparisce per periodi interi e non si è capaci di trovarne tracce...
Quelli sono i momenti che avverti la sua mancanza e capisci l'importanza della sua rumorosa presenza.
Il gigante amico...
Penso che dirtelo in questo spazio è superfluo, perchè è un'esigenza ripetertelo ogni volta che lo sento, sempre che ti ho a tiro...
Quanto ti voglio bene!!!
1月16日 DEDICHE E RIFERIMENTIStamattina ho pensato a questo blog, al suo contenuto.
Ho pensato che ogni post qui presente è nato perchè legato ad una situazione reale, accaduta nel momento in cui l'ho scritto o, comunque, riferito a persone su cui mi sono soffermata a riflettere.
Tranne in pochi casi particolari, non appaiono nomi, anche quando il post è dedicato ad una persona specifica.
Questa scelta è stata dettata da due motivi: il primo è che, il più delle volte, la persona in questione o la situazione che la riguarda è presa solo come riferimento per generalizzare un determinato discorso; il secondo motivo è perchè, facendo nomi, per elogiare o rimproverare, si può creare imbarazzo nelle persone, sia in positivo che in negativo.
Per esempio, può accadere che, elogiando pubblicamente una persona, gli altri si possono sentire scavalcati o sminuiti, e quest'idea non mi piace, perchè ogni affetto, per me, è affetto particolare, unico e personalizzato.
Lo stesso vale per i dasappunti o i richiami che, se da una parte ritengo necessari, tra amici, quando si sbaglia, d'altra parte non devono mai risultare mortificanti.
Gli interessati, a cui sono riferiti gli elogi e i richiami, sono consapevoli del fatto che mi rivolgo a loro, anche perchè poi se ne può sempre discutere, così come facciamo, in privato.
Il non fare nomi per dediche e riferimenti può far pensare che non vi voglia bene, e invece non è così.
Come promesso all'inizio di quest'avventura, ogni volta, scrivo pensando a voi, perchè
vi amo immensamente!
1月14日 panta rei...Panta rei... Tutto passa...
Anche le cose più belle, quelle che ti sembrano le più importanti, quelle per cui daresti la vita...
Tutto si sciupa, invecchia e, inevitabilmente muore... E sembra che non ci rimanga altro da fare che stare a guardare come tutto ci scorre tra le mani, come un fiume inesorabile che scorre e va via trascinando con se mille ciottoli colorati che, inermi, si fanno smuovere e trasportare dalla corrente...
Tutto passa... e non lo si può fermare.
Eppure io penso che ci sia ciò che rimane nel tempo e oltre il tempo, qualcosa che il tempo non può vincere, non può cancellare, può solo migliorare, consolidare....
Il sentimento dell'Esserci, per se stessi e per gli altri, un sentimento che, quantunque passi il tempo, non può che essere sempre vivo e incorruttibile...
E' l'amore, che non può passare, perchè c'è o non c'è, perchè si ama o non si ama affatto, e non si accresce ne diminuisce col passare del tempo...
Ciò che ci fa dire ti amo, ti amo tanto, o non ti amo più, può essere riferito solo al legame esistente tra le persone, alla voglia di stare insieme, al piacere di scambiarsi confidenze e alla gioia di godere della presenza dell'altro.
L'amore non si misura in quantità, è solo una questione di qualità, di modalità...
Panta rei... Tutto passa... Ma l'amore non passerà mai...
Perchè sono pienamente convinta di questo, mi sento di dire a quanti conosco:
VI AMO 1月11日 riflessioneGocce
Siamo gocce della stessa tempesta. Credo sia questo il senso della "coscienza" dell'umanità. Ci osserviamo da lontano, gli uni con gli altri, come fossimo satelliti di un astro luminoso che anelano il suo calore. Solo la nostra "caduta", solo il nostro "toccare il fondo", ci fanno sentire uniti, perchè facciamo parte della stessa tempesta e andremo tutti nello stesso mare. (Alfonso).
12月21日 ARRIVA NATALE...E' l'ora dell'abbandono...
L'abbandono degli affanni, delle preoccupazioni, dei dispiaceri...
Guardarsi dentro sembra affondare in un mare sconfinato, senza fondo, dove riesci solo a fluttuare, senza navigare, senza nessuna sponda da raggiungere...
Eppure, proviamo a respirare a pieni polmoni e ad abbandonarci al silenzio interiore...
L'aria è gelida, ma ugualmente ci invade e attraversa ogni parte del nostro corpo, arriva al cuore e, stranamente, lo riscalda.
Allora riesci a sentire qualcosa di antico, eppure sempre nuovo, che ci fa nuovi.
Se questo accade, allora non puoi fare altro che amare, incondizionatamente amare, anche chi ti fa soffrire...
In questi giorni ho un pensiero ricorrente, qualcosa che mi hanno detto: "L'amore, se è amore vero, non può non essere ricambiato".
Se è amore vero, allora, lasciamoci solo guidare da esso, come i Magi si lasciarono guidare dalla stella cometa verso una mèta sicura...
Ora è tempo di gioia...
E' il tempo dell'Amore che viene. 12月19日 AD UN ANNO... PER NON DIMENTICAREE' passato quasi un anno dalla catastrofe dello Tsunami, ricordate?
Per poter in qualche modo stare ancora vicini a quanti in quella circostanza hanno perso tutto, ai sopravvissuti, che ancora oggi soffrono delle conseguenze di quella immane sciagura, vi riporto la testimonianza di una giovane superstite che in questi giorni dell'anno scorso si preparava a vivere un giorno di gioia con la sua famiglia, il Natale.
Ero stanca, però ricordo solo che quella sera ero contentissima perchè papà aveva cucito un nuovo vestito per me, e poi perchè la mamma aveva appena compiuto gli anni e aveva dato la notizia che finalmente dopo 12 anni sarebbe arrivato un fratellino. La gioia invase ogni angolo della casa tanto che la stanchezza sparì in un attimo e non ebbi più voglia di andare a letto, volevo solo restare sveglia ad immaginare come sarebbe stato il viso del mio nuovo fratellino. Mamma sembrava trasfigurata, era molto più bella, papà invece aveva un sorriso permanente stampato sulle labbra, insomma quello era il Natale più bello della nostra vita. Intanto si era fatto tardi, papà mi obbligò ad andare a letto, obbedii, guardaii per l'ultima volta il mio bel vestito e andai di corsa a dormire. Ero caduta in un sonno profondo quando mamma fece cadere un bicchiere che mi svegliò di soprassalto, e non riuscii più a riaddormentarmi. In realtà era quello che volevo... non volevo dormire, solo sognare ad occhi aperti e immaginare la casa con un marmocchio che avrebbe corso avanti e indietro. Finalmente smettevo di essere figlia unica iniziando ad essere una sorella maggiore che dava tanti bei consigli al suo amato fratellino. Rimasi tutta la notte a pensare ed a sognare fino a quando non mi addormentai sul serio, e fu allora che il mio sogno ebbe inizio.
Eravamo tutti sulla spiaggia e sulla nostra testa il sole picchiava forte dando tanto calore e gioia a tutti gli abitanti dell'isola, a pochi passi da me c'era il mio fratellino, era proprio un bel bambino, i suoi occhi grandi e neri erano uguali ai miei, la pelle olivastra come quella della mia mamma e aveva il sorriso di papà, lo stesso che aveva la sera che annunciò la sua nascita. Mamma aveva dei fiori nei capelli che la rendevano talmente bella che chiunque le passava accanto non poteva fare a meno di guardarla e quel gelosone di papà che di tanto in tanto andava ad abbracciarla forte per far capire agli altri di essere il marito. Infine lì accanto c'ero io con il mio bel vestito nuovo, passeggiavo sulla spiaggia cercando qua e là qualche bella conchiglia da aggiungere alla mia collezione. La felicità che ci attraversava è la cosa che più ricordo del sogno, e invadeva anche numerosi turisti che in quel periodo dell'anno affollano le nostre spiagge. Tutto a un tratto però, mentre camminavo ho visto una cosa stranissima, la spiaggia ha iniziato ad estendersi smisuratamente tanto che l'acqua del mare non si vedeva più. Per la prima volta i fondali marini erano visibili a tutti e il mare ritirandosi aveva scoperto i tesori che nascondeva... quante belle pietre! Ci siamo precipitati tutti a raccogliere quelle meraviglie e tra i tanti bambini c'era anche mio fratello, i nostri genitori meravigliati per ciò che stava accadendo ci guardavano da lontano, ignari di tutto. Ma un attimo dopo un'onda gigantesca ci ha inghiottiti tutti, ho avuto la sensazione che il mare, geloso dei suoi tesori, voleva in quache modo punire la nostra avidità.
L'ultima immagine che ricordo è lo sguardo impaurito del mio fratellino che accanto a me tentava con tutte le sue forze di afferrarmi, allungavo la mano per prenderlo, ma fui travolta a mia volta e gridando il suo nome mi svegliai.
Mi trovai nel mio lettino caldo e mi resi conto che era stato solo un sogno, il più brutto che avessi mai fatto e nonostante fossi sveglia credevo di essere in un continuo dormiveglia, così balzai fuori dal letto. Quando appoggiai i piedi a terra in cerca delle scarpe, un nodo mi salì in gola... la casa era invasa dall'acqua, in quell'istante mi resi conto che non stavo più dormendo ma ero sveglia. Gridai con tutte le mie forze, chiamai mamma e papà, ma nessuno mi rispondeva, il battito del mio cuore aumentava all'impazzata, sembrava che stesse esplodendo, la paura si impadronì del mio corpo. Ebbi solo la forza di arrivare nell'altra stanza. Sul tavolo c'era un biglietto con su scritto: "Buongiorno tesoro, dormivi così dolcemente che non abbiamo avuto il coraggio di svegliarti, andiamo in spiaggia, ti aspettiamo lì".
All'improvviso fu tutto chiaro, corsi fuori e... non potrò mai dimenticare lo spettacolo che si presentò ai miei occhi... il sogno era diventato realtà. L'acqua aveva portato via tutto, le case erano distrutte, il mio villaggio non esisteva più, la gente gridava, correva, c'erano feriti e corpi dappertutto. Volevo correre verso la spiaggia in cerca della mia famiglia ma l'acqua me lo impediva. La disperazione mi ha invaso. Quando ho riaperto gli occhi mi sono ritrovata in questo ricovero. Dieci giorni fa abbiamo ritrovato il corpo senza vita del mio amatissimo papà. Mi sento sola. Quando sono triste vado in riva al mare... immaginando che il mare impietosito apra le sue acque per restituirmi la mia famiglia. Durante il giorno continuo a scavare tra le macerie, percorro a piedi chilometri nei vari ricoveri in cerca della mia mamma.
Sento dentro di me che è viva. Lo Tsunami mi ha portato via tutto, ma non gli permetterò di portare via la speranza e i miei sogni.
Ringrazio di cuore Antonio che mi ha portato il testo di questa testimonianza chiedendomi di pubblicarla. L'ho fatto con piacere.
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